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Il Coronavirus, in maniera silenziosa, ha messo in sospeso tanti tasselli davvero importanti per la nostra vita relazionale con le persone. Li ha temporaneamente sradicati dal nostro quotidiano, mettendoci a dura prova. L’amore per il prossimo ha bisogno di sensi e di condivisione purtroppo poco presenti durante questo momento storico così delicato e fragile.

Durante le attività culturali di formazione sul tema del Coronavirus che stiamo svolgendo, siamo rimasti colpiti dal discorso della nostra direttrice la Dott.ssa Rita Staniscia che ci ha voluto trasmettere motivazione e coraggio con queste parole:

"Oggi possiamo dire che il Coronavirus ci ha messo a dura prova dal punto di vista psicologico, economico e sociale, ci ha catapultati in un contesto molto simile al secondo dopoguerra. Questo Covid19 porterà delle conseguenze di grave crisi a livello mondiale e nazionale. C'è da chiedersi quindi: esiste una speranza per una ripartenza? Possiamo credere che la resilienza ci possa aiutare nella ripresa? La resilienza è guardare in positivo, così come è stato dopo il medioevo con il Rinascimento, ma anche dopo il secondo dopoguerra con il piano Marshall, in un momento storico in cui il nostro paese era in ginocchio a livello economico e sociale, ci siamo rialzati. Guardare in positivo significa che saremo capaci di ripartire con resilienza. Questo virus invisibile cosa ha fatto di noi e dei nostri rapporti interpersonali, delle nostre solitudini, in una società profondamente consumistica ed alienante, dove al centro del mondo non c'è più l'uomo, l’essere che pensa, che sa emozionarsi, che ama, ma ci sono il potere ed i soldi. Dopo questa profonda solitudine, questo uso dei social che ci ha diviso e ci ha reso una società in cui non esistono più i dibattiti e i confronti tra le persone, è arrivato il Coronavirus. Cosa ci ha insegnato? Ci sarà un cambiamento di vita? Tra gli individui cosa cambierà? Cosa cambia nell'amore e nell'emozione? Cosa cambia nei nostri sensi e nell'ascolto? Ritroveremo il modo giusto per ascoltarci? Da questo punto di vista questo virus ci aiuterà ad uscire e ritrovare il forte bisogno di dare valore alla vita. Dopo tutte queste morti e queste paure, che valore diamo oggi alla vita? Questa è la domanda che dovremmo porci tutti noi esseri umani. Dobbiamo dare più valore alla vita, agli alberi, ai boschi, alla natura, alla luce del sole, all'acqua, a tutto quello che ci fa vivere, che ci tiene in equilibrio, alla cultura, alla conoscenza, alla lettura e alla scrittura, alle tradizioni e ai valori di una volta che ci lasciano sempre degli insegnamenti importanti, al riscoprire la bellezza di lavorare con le mani, di cucinare e di socializzare. Stavamo perdendo il valore della vita. Ora dobbiamo ricominciare a pensare ai nostri sogni, all'amore, senza più rimanere isolati chinati sugli schermi dei dispositivi tecnologici, ripartire e guardarsi intorno per sentire il profumo della natura, per correre, camminare, respirare l'aria aperta. Bisogna aprire gli occhi e riprendersi la propria vita. Facciamolo tutti insieme prendendoci per mano, fino a superare le difficoltà e a rafforzarci, per diventare persone più umane e coraggiose."

Queste parole, che la Dott.ssa Rita Staniscia ci ha rivolto, hanno stimolato in noi una riflessione. Il virus ha modificato la regia delle nostre relazioni e ci ha impedito di fruire di strette di mano, abbracci, carezze, rischiando di creare in noi un clima di sfiducia, di ansia e di paura che avrebbe potuto farci vivere male il quotidiano. I gesti che solitamente comunicano più di mille parole, sono rimasti a riposo lasciando il posto alle parole e alla prudenza. Dimostrare quanto provato senza questi gesti è stato faticoso e complicato. Le parole hanno preso il posto degli abbracci rimpiazzando il contatto temporaneamente negato.

L'amore per il prossimo si è manifestato in tanti modi, con uno sguardo, con un sorriso, con l'attenzione, l'ascolto, con l’emozione che ha suscitato in noi ciò che l'altra persona ha detto, prendendo consapevolezza che quando si superano delle prove difficili nella vita i sentimenti si rafforzano ancora di più. Quando passerà l'emergenza Coronavirus si svilupperà un altro tipo di amore, tutti avremo un bisogno più forte di amare il prossimo. Già oggi possiamo renderci conto di quanto siano stati riscoperti "i sensi" ed il valore prezioso che hanno nella nostra vita. Apprezzeremo maggiormente anche una semplice telefonata, sapendo che qualcuno, a prescindere da un abbraccio o da una stretta di mano, ci sta ascoltando. Faremo tesoro di questo periodo di forte difficoltà, rimanendo uniti a fronteggiarlo, convinti che il mondo dopo la pandemia sarà migliore e più umano. Riprenderemo gli insegnamenti del passato e svilupperemo maggiore sensibilità, iniziando ad apprezzare anche quelle piccole cose che contribuiscono alla nostra serenità quotidiana.

 

I ragazzi del Quadrifoglio

 

In questo periodo abbiamo intrapreso un percorso culturale con attività e laboratori dedicati al tema della legalità. Attraverso ricerche, letture, documentari e film abbiamo approfondito questo tema scoprendo quanto siano indispensabili la cultura e il corretto utilizzo delle parole per la difesa della legalità e del senso civico. Pensiamo sia necessario riscoprire un'identità collettiva, proprio durante questa pandemia, per ripartire con coraggio e ricostruire insieme una società migliore. Questo lo possiamo fare solo se troviamo dei punti di riferimento, degli insegnanti, come i magistrati Falcone e Borsellino, Peppino Impastato e tutti coloro che hanno dedicato la propria vita in difesa della legalità. Durante il nostro percorso avevamo incontrato il tema delle mafie e della legalità anche partecipando ad una mostra fotografica dove erano esposti gli scatti di Tony Gentile sui due magistrati. Per questo abbiamo scelto di condividere il nostro pensiero sul tema che stiamo affrontando con interesse e motivazione.

"la mafia uccide, il silenzio pure" Peppino Impastato

Abbiamo svolto delle attività sulla legalità, parlando non solo di Falcone e Borsellino, ma anche di Peppino Impastato, del suo coraggio, della sua vita, un esempio di legalità.

Abbiamo letto della sua lotta contro la mafia a Cinisi, ascoltato la sua voce nelle tracce originali di Radio AUT, dove con ironia denunciava pubblicamente gli atti mafiosi di zio Tano Badalamenti, chiamandolo "Tano seduto". Peppino diede la vita per la legalità.

Abbiamo conosciuto Peppino anche attraverso la storia della madre Felicia Impastato, visionando il film che la RAI ha messo a disposizione. Tutte queste attività ci danno la possibilità di essere consapevoli che la mafia esiste, che la legalità è una scelta che va presa con coraggio, facendo delle parole l'arma con cui difenderla, contrastando l'ignoranza con l'informazione e la cultura.

Viva la legalità!    (di R.S.)

 

"Gli uomini passano, le idee restano e camminano sulle gambe degli altri" Giovanni Falcone

Durante alcuni laboratori culturali sul tema della legalità ho avuto modo di riflettere su quelli che sono gli aspetti più significativi del vivere oggi in Italia con la necessità di combattere e contrastare i fenomeni mafiosi, che aimè sono ad oggi ancora in essere.

Visionando il film su Felicia Impastato e trattando il tema sui magistrati Falcone e Borsellino è emersa la grande importanza dell'utilizzo delle parole come messaggio di comunicazione e come strumento di difesa della nostra Costituzione.

Da parte mia l'invio alla nostra comunità è di tenere sempre a mente quelli che sono i principi fondamentali della stessa Costituzione, poiché promuovendo l'informazione e la conoscenza si posso mantenere vive le nostre idee, per sentirci più forti e coraggiosi nell'andare sempre avanti verso la libertà!    (di I.C.)

 

I ragazzi del Quadrifoglio

 

 

Cultura

#CORONAVIRUS: ora e sempre Resistenza !

25 Aprile e il 1 Maggio ai tempi del Covid19

 

Durante il Coronavirus abbiamo celebrato due festività molto importanti per l'Italia, il 25 Aprile in cui ricorre la librazione dal nazifascismo e il 1 Maggio la festa dei lavoratori.

Nonostante i limiti imposti dalla pandemia queste festività non passano inosservate, perciò abbiamo voluto approfondire questi due temi, la resistenza ed il lavoro, per avere un'idea più chiara su chi siamo, da dove veniamo, dove ci stiamo dirigendo e per riscoprire la nostra identità nazionale.

Tra le ricerche svolte ci siamo soffermati soprattutto su due personaggi di valore: Gilberto Malvestuto (eroe  abruzzese della resistenza appartenente alla formazione partigiana della Brigata Maiella) e Giuseppe di Vittorio (politico e sindacalista italiano che ha lottato per i diritti civili sempre al fianco del popolo).

Possiamo dire che siamo rimasti colpiti dalla perseveranza e la tenacia con cui questi due grandi personaggi della storia italiana hanno combattuto, anche se in maniera profondamente diversa e per cause differenti, nell'intento di rendere l'Italia un Paese migliore, una terra libera e democratica.

Dopo un lungo percorso culturale, in cui abbiamo affrontato non solo questi temi ma anche i diritti umani, la memoria storica, le tradizioni, partecipando anche a mostre ed eventi in diversi luoghi d'Abruzzo, ci accorgiamo oggi di quanto sia migliorata la nostra capacità di analisi della realtà, la conoscenza dello stigma, di quanto siano cresciuti in noi i sentimenti di uguaglianza, fraternità e bene comune.

Attraverso letture e videoproiezioni, inoltre, ci siamo documentati ed informati elaborando opinioni e formando dibattiti su quanto appreso, comprendendo come soprattutto in questo periodo storico sia fortemente necessaria la cultura per contrastare l'odio e il pregiudizio, trovando nella conoscenza uno strumento incontrastabile di democrazia.

Ci siamo ritrovati per vedere un documentario su Giuseppe Di Vittorio, personaggio indimenticabile e rappresentativo dei diritti per il lavoro per cui ha sempre lottato, come anche una video intervista a Gilberto Malvestuto, eroe della resistenza ancora in vita, che raccontando degli eventi trascorsi durante la liberazione d'Italia dal nazifascismo ci ha trasmesso il sentimento di unità e valori forti, indistruttibili, come resistenza e libertà, oggi più che mai da riscoprire, perché come disse Sandro Pertini "dietro ogni articolo della Carta Costituzionale ci sono centinaia di giovani caduti nella Resistenza, quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla per sempre, ad ogni costo".

Noi ragazzi del Quadrifoglio urliamo insieme: ora e sempre Resistenza !

 

 

I ragazzi del Quadrifoglio

 

 

Cultura

Brian Eno: musica tra luci e forme

Composizioni geniali di un artista completo

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Brian Eno, nome d'arte di Brian Peter George St. John le Baptiste del la Salle Eno, è un musicista, compositore e produttore discografico britannico, considerato uno dei più importanti autori moderni, è ricordato anche per essere stato l'inventore della musica d'ambiente

Nato nel 1948 e cresciuto a Woodbridge, nella contea inglese del Suffolk, vicino a una base militare statunitense, fu influenzato nell'infanzia dalle trasmissioni radiofoniche delle emittenti militari NATO, che all'epoca trasmettevano soprattutto rock and rollDopo gli studi nella vicina Ipswich, entrò nella Winchester School of Art dell'università di Southampton, dove si laureò nel 1969. Durante gli studi fece parte di alcuni gruppi musicali usando come strumento un magnetofono, e la sua prima registrazione pubblicata, a cui partecipò come cantante, è compresa nella lunga opera jazz The Great Learning della Scratch Orchestra di Cornelius Cardew. 

La prima composizione fu del 1970, quando scrisse le musiche per Berlin Horse, un lavoro di nove minuti del cineasta Malcolm Le GriceNel 1969 lavorò a Londra come tecnico multimediale e grafico, e poco dopo un casuale incontro in metropolitana con il sassofonista Andy Mackay, nacque verso la fine del 1971 il sodalizio con il gruppo glam e art rock Roxy Music di Bryan Ferry e Phil Manzanera.

Robert Fripp, leader dei King Crimson, per i quali Ferry aveva fatto un'audizione come cantante, raccomandò i Roxy Music alla propria etichetta discografica, la Island Records che, dopo averne apprezzato le tracce, pubblicò due album che contribuirono a rendere noto lo stile di Eno, Roxy Music del 1972 e For Your Pleasure del 1973.

Inizialmente Eno si esibiva nei concerti senza apparire sul palco, restando al mixer, e lavorando con un sintetizzatore VCS3 e dei magnetofoni, cantando inoltre come seconda voce. In seguito prese parte ai concerti più attivamente, presentandosi con costumi eccentrici. Lasciò la band nel 1973, alla fine del tour promozionale del secondo album, in disaccordo con il cantante e leader Brian Ferry, stanco della vita da rock-star.

 

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Lasciato il gruppo, incise l'album sperimentale (No Pussyfooting) assieme a Fripp, collaborazione che li portò a incidere quattro album e a svolgere compartecipazioni nei rispettivi album solisti. Il primo lavoro a lui accreditato è Here Come the Warm Jets del 1973, registrato con un gruppo di musicisti tra i quali John Wetton e lo stesso Fripp dei King Crimson, Bill MacCormick dei Matching MoleChris Spedding e tutti i membri dei Roxy eccetto Ferry; il sound ne riprendeva il glam.

Nel 1974 uscì Taking Tiger Mountain (By Strategy), con l'apporto di Robert Wyatt alle percussioni e di Phil Manzanera alle chitarre. Proseguì nella sperimentazione, discostandosi leggermente dal rock dell'album precedente, con brani come Great Pretender e China My China, utilizzando echi della tradizione musicale orientale per cercare d'iniettare qualcosa di nuovo nel rock.

Nella realizzazione dell'album i musicisti si aiutarono con l'utilizzo delle "Strategie Oblique", un mazzo di 100 carte ideate da Eno assieme all'artista anglo-tedesco Peter Schmidt. Ogni carta, la cui prima pubblicazione fu del gennaio 1975, contiene un aforisma. Le Strategie Oblique saranno d'aiuto anche in molti dei successivi lavori dell'artista.

Col proprio stile Eno diventa un fenomeno di massa. Dopo un tour con il gruppo inglese dei Winkies e un concerto londinese con Kevin AyersJohn Cale e Nico dei Velvet Underground, Brian Eno pubblica nel 1975 il suo terzo disco solista, Another Green World, dove ritrova Fripp e musicisti comprendenti Phil Collins, alla batteria, e John Cale, alla viola. L'album, considerato uno dei suoi migliori, rappresenta una svolta nella musica di Eno, che smorza i concitati toni rock dei precedenti lavori presentando brani meditativi e rilassati, ed entra in contatto con le sonorità della musica d'ambiente.

Polistrumentista, appassionato di scultura, pittura e videoarte, Eno inizia a realizzare opere di ogni tipo. In questo periodo pubblica due libri in cui espone le sue teorie "non-musicali": Music for Non Musicians e Oblique Strategy, corredato dal mazzo di carte/aforismi.

Nel 1977 esce l'album Before and After Science, album di successo concepito in Germania, ove Eno si era trasferito con Fripp e David Bowie. I brani rock e funky, che occupano la maggior parte della prima facciata, fanno da contraltare a quelli della seconda, più ambient. La formazione che partecipa alle sessioni dell'album include Bill MacCormick, Phil Manzanera, il batterista Dave Mattacks, Robert Fripp e Fred Frith degli Henry Cow. Il brano By This River, tratto dall'album, fu poi inserito nel film La stanza del figlio di Nanni Moretti.

Tra il 1977 ed il 1979, Eno collabora alla cosiddetta "trilogia berlinese" di David Bowie, composta dai 3 album LowHeroes Lodger, che segnano il momento più sperimentale dell'opera del "Duca Bianco". Le sonorità di questi tre dischi avranno grande influenza sulle band della successiva stagione New wave europea.

Sempre della seconda metà degli anni settanta sono le produzioni degli album di esordio degli Ultravox e dei Devo in ambito rock, e di alcuni lavori di Harold Budd e Jon Hassell nel campo dell'avanguardia. Music for Films e Music for Airports, usciti entrambi nel 1978, sono due album composti da Eno in quegli anni. Il secondo rientra in un progetto di "musica per ambienti" studiato da Eno con Harold Budd e Jon Hassell, con l'obiettivo di creare una musica di "sottofondo" per le "fredde atmosfere delle ampie hall degli aeroporti", ma anche per le sale d'attesa, per i padiglioni delle mostre e delle gallerie d'arte.

A partire dal 1980 si affermò definitivamente il concetto di musica d'ambiente. Le prime pubblicazioni del nuovo decennio furono due seguiti della serie "Ambient" inaugurata con Music for AirportsAmbient 2: The Plateaux of Mirror, una collaborazione con Harold Budd, e Ambient 3: Day of Radiance, l'unico album della quadrilogia a non essere attribuito a Eno in quanto musicato da Laraaji. Seguirà qualche anno più tardi il celebre Ambient 4: On Land (1984), l'ultimo capitolo che ha visto la partecipazione di Bill Laswell e Michael Beinhorn.

Con la collaborazione di David Byrne dei Talking Heads compone, nel 1981, My Life in the Bush of Ghosts, considerato uno dei migliori lavori della musica contemporanea, pionieristico nel ricorso all'elettronica e ai campionamenti, nonché influente per lo sviluppo della world music.

Si occupa di comporre la colonna sonora del film Dune diretto da David Lynch, musica che non fu mai pubblicata, in quanto la soundtrack verrà successivamente commissionata ai Toto, alla loro prima ed unica esperienza nell'ambito delle colonne sonore, con l'eccezione di un brano presente anche nel disco intitolato Prophecy Theme, l'unico accreditato a Brian Eno, Daniel Lanois, Roger Eno. Di quanto composto e prodotto da Eno, ma non presente come traccia sul disco, resta anche della musica di sottofondo di svariate scene del film.

Sempre a partire dagli anni ottanta, Eno si cimenta nell'ambito della videoarte, proponendo installazioni sonore quali Fifth Avenue e Mistaken Memories, ritenute di particolare innovazione.

Nell'ambito della musica ambientale, inizia a collaborare con il fratello Roger e, soprattutto, con il tecnico del suono canadese Daniel Lanois. In questo periodo, Eno è attento anche a diverse altre realtà, collaborando con gli artisti ghanesi Edikanfo, con i sovietici Zvuki Mu e con l'italiana Teresa De Sio, di cui disse: "non ho mai sentito una cantante suonare così tante note."

Non cesserà di produrre i lavori di alcuni musicisti emergenti e a suonare nelle opere nate dalle numerose collaborazioni. Tra queste la fortunata produzione di The Unforgettable Fire del 1984 e di The Joshua Tree del 1987, album degli U2.In questo periodo delega questa attività a Lanois. Fonda l'agenzia artistica Opal, a cui fanno riferimento musicisti, tra i quali il fratello Roger, Lanois, Michael Brook e John Paul Jones, e artisti visuali (registifotografipittori).

 

 

A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, sviluppa il concetto di "Generative Music", una musica che si evolve in continuazione senza ripetersi, con l'aiuto di programmi informatici. Questo progetto sfocia nell'album Generative Music 1 with SSEYO Koan software del 1996, e continua anche negli anni successivi. Nel 1992 collabora nell'album Us di Peter Gabriel, nella colonna sonora di Until The End Of The World di Wim Wenders, negli album Achtung Baby (1991) e Zooropa (1993) degli U2, nel progetto Passengers (Original Soundtracks 1 del 1995) e in 1.Outside di David Bowie del 1995. Nel 1995 partecipa insieme a Laurie Anderson al progetto Artangel con Self storage. Nel 1997, Eno celebra il ritorno di Robert Wyatt a suonare accompagnandosi con altri musicisti nell'album Shleep, dopo che per diversi anni aveva inciso i propri lavori suonando da solo.

In alcune parole il compositore Eno descrive il suo punto di vista sull'ispirazione e su ciò che lo spinge alla composizione di un'opera musicale:

"Provo sempre a fare la musica che mi piacerebbe sentire. Il processo nasce da una serie di ascolti durante i quali penso: 'Mi piacerebbe che fosse un po' come questo, un po' come quello'. Così trascorro tutto il tempo disegnando nella mia testa il tipo di musica che vorrei comporre. L'altra strada è ripiegare verso quei sentimenti che ho scoperto sulla musica come tipo di paesaggio sonoro. Ho provato a portare tutto questo verso un tipo di composizione che fosse ritmica e melodica perché per molto tempo ho composto brani senza ritmi ovvi o esili tracce melodiche."

Eno, inoltre, aveva già collaborato con la band di Chris Martin all'incisione e alla produzione di alcune tracce dell'album X&Y, oltre che alla registrazione di alcune introduzioni di brani come Yellow e Clocks, che verranno proposte durante i concerti del gruppo. Realizza presso il SFMOMA di San Francisco Compact Forest Proposal, parte di una mostra che crea un connubio tra la tecnologia digitale e l'arte, intitolata: 101010. Sempre in questo periodo, compone musica per le opere scultoree di Mimmo Paladino, ispirato anche dalle poesie di Gian Ruggero Manzoni dedicate all'artista italiano. Brian Eno intende creare un ambiente musicale senza parole, senza melodia, senza ritmo e che non suoni mai due volte nello stesso modo; per realizzare ciò è palesemente intenzionato a servirsi di tutto ciò che è in grado di produrre un suono, che sia una campana, un ciocco di legno, una vibrazione elettronica, una voce o il semplice fruscio prodotto da un cenno.

Nello stesso anno ha sviluppato le musiche per il videogame Spore di Will Wright, l'autore della serie SimCity e The Sims, che sviluppa algoritmi per la creazione di videogames dal contenuto casuale e sempre diverso (procedural generation) come appunto Spore, mentre Brian Eno si occupa di sistemi di generazione automatica di musiche. E già in internet il video popolare intitolato "Will Wright and Brian Eno - Generative Systems", che propone una parte della sua conferenza tenuta a San Francisco il 26 giugno 2006.

 

 

Sempre nel 2008 uscì la seconda collaborazione con David ByrneEverything That Happens Will Happen Today, il primo dopo le collaborazioni degli anni settanta e ottanta. I due artisti propongono testi che incitano all'umanità ed all'ottimismo alternando atmosfere di musica elettronica e di gospel. A fine anno, Eno lavora allo sviluppo di Bloom, una applicazione per iPhone che consente di creare musica ambientale con dei semplici tocchi sullo schermo.

Nel giugno del 2009, gli viene affidata la super-visione del Luminous Festival alla Sydney Opera House. Nel corso dell'evento, Eno torna ad esibirsi dal vivo dopo molti anni, con tre concerti nello stesso giorno. La performance, che prende il nome Pure Scenius, vede tra i musicisti al suo fianco Jon Hopkins ed il chitarrista Leo Abrahams. Compone poi le musiche per il film di Peter Jackson Amabili resti, che esce nel dicembre del 2009.

Nel maggio del 2010, porta in scena al Brighton Festival uno spettacolo con la stessa formazione di Sidney nel 2009. Anche questa volta lo spettacolo si articola in tre concerti nello stesso giorno. Nella stessa manifestazione, sale nuovamente sul palco per suonare quattro brani del compositore sudcoreano Woojun Lee. Verso fine anno viene pubblicato dalla Warp Records Small Craft on a Milk Sea, registrato in collaborazione con Leo Abrahams e Jon Hopkins.

Nel luglio del 2011 pubblica, ancora per la Warp, l'album Drums Between the Bells, eseguito insieme a Rick Holland. Nel novembre dello stesso anno esce il disco Panic of Looking, frutto della collaborazione tra Holland e Eno. Nel luglio del 2012 realizza 12 Seasons. Music for the Great Gallery of the palace of Venaria, l'installazione sonora creata in collaborazione con Volumina appositamente per la Galleria Grande della Reggia di Venaria nei pressi di Torino. Da questo progetto ambient viene estratto il CD Lux,[41] pubblicato dalla Warp nel novembre dello stesso anno con allegato un libretto esplicativo scritto dallo stesso Eno.

Nel maggio del 2014 pubblica Someday World, realizzato in collaborazione tra Eno e Karl Hyde degli Underworld, con la partecipazione di Will Champion dei Coldplay e Andy Mackay dei Roxy. La musica di quest'album è stata composta da Eno e ricorda i suoi primi dischi da solista nonché le collaborazioni con Talking Heads e David Byrne, mentre i testi sono di natura meditativa e sono stati scritti da Hyde. Il mese successivo, ancora Eno e Hyde pubblicano l'album High Life, la cui musica inaspettatamente si discosta da quella del disco precedente. È stato considerato l'album in cui Eno ha cantato meglio dai tempi di Wrong Way Up, realizzato nel 1990 assieme a John Cale, disco con il quale ha in comune anche alcuni tratti ispirati dalla musica africana.

Celebre per le particolari sonorità e l'uso dell'ambiente sonoro, Brian Eno viene considerato l'inventore della musica d'ambiente, sebbene il suo stile sia spaziato, lungo la sua prolifica discografia, anche a quella elettronica, a quella etnica, a quella sperimentale e a varie forme di rock quali l'art rock e il glam rock. È stato inoltre precursore di altri generi come la new wave, la world music e la new age. Eno suddivide i tempi necessari a comporre le proprie musiche in tre fasi:

  • l'idea, da cui il brano nasce;
  • l'esecuzione professionale;
  • l'ottimizzazione finale, in cui i brani vengono organizzati mediante l'uso di nastri magnetici e strumenti multimediali.

Il suo stile è cambiato in ogni suo album: se le prime uscite sono debitrici delle sperimentazioni rock dei Roxy Music, quelle seguenti si avvicineranno sempre di più al genere ambient di sua invenzione. Successivamente, Eno avrebbe maturato nuovi linguaggi sonori. Dopo aver registrato un album per chitarra trattata elettronicamente con il compositore Robert Fripp ((No Pussyfooting) del 1973), a cui seguirà in futuro un nuovo capitolo (Evening Star del 1975), Eno pubblica l'esordio solista Here Comes the Warm Jets (1973), i cui brani seguono un formato canzone pop rock e melodico che verrà ripreso nel seguente Taking Tiger Mountain (By Strategy) (1974). Another Green World (1975), più astratto e prevalentemente strumentale, si caratterizza invece per la presenza di paesaggi sonori inseriti in un contesto pop-rock e segna i primi passi del musicista verso la musica d'atmosfera in cui si cimenterà specialmente nel periodo a cavallo fra gli anni settanta e i primi anni ottanta.

Il primo album ambient è però Discreet Music (1975), contenente brani lunghi, strumentali e ipnotici (fra cui i trenta minuti della title track), a cui seguirà la "pausa" rock del celebre Before and After Science (1977), un eterogeneo album rock e in parte ambientale che anticipa i futuri interessi di Eno per la musica etnica e quella minimalista: genere che avrà modo di approfondire con il compositore Harold Budd. Nel frattempo, l'artista inglese ha inciso due album a fianco della formazione krautrock dei Cluster che risentono fortemente l'influenza dello stile di questi ultimi (Cluster & Eno del 1977 e After the Heat del 1978). La ricerca nell'ambito della musica ambientale prosegue con il sopracitato Music for Airports (1978), che presenta quattro lunghe composizioni statiche, Music for Films (1978), contenente numerosi brani di brevissima durata e On Land (1982). Quest'ultimo è frutto di una rielaborazione di suoni di varia natura e segnò una nuova fase per l'artista che, secondo le parole del critico David Toop, "si spinse verso una nuova concezione della musica come campo acustico, allontanandosi dall'oggettivazione delle strutture sonore in composizioni prestabilite."

Negli anni ottanta, Eno si è cimentato nella musica etnica collaborando con Jon Hassell (Possible Musics del 1980) e David Byrne (My Life in the Bush of Ghosts del 1981), adattando le sonorità primitive alle moderne tecnologie e avrebbe intrapreso a più riprese il discorso della musica ambient come dimostrano Apollo (1983), Thursday Afternoon (1985) e i due sequel di Music for FilmsMore Music for Films (1983) e Music for Films, Volume 3 (1988). Nerve Net (1992) segna un momentaneo ritorno al formato canzone, Neroli(1993) è un'unica lunghissima composizione statica mentre Spinner (1995), una collaborazione con Jah Wobble frutto di una reincisione di suoni pre-registrati, segue la scia della musica jungle. Sempre esplorando nuovi linguaggi, il "non musicista" ha pubblicato, fra gli altri, nel nuovo millennio: Another Day on Earth (2005), vicino al formato della ballata, l'improvvisato Small Craft on a Milk Sea (2010) e Drums Between the Bells (2011), realizzato sfruttando voci manipolate.

 

Consigliamo l'ascolto di questo brano per conoscere e comprendere l'incredibile e futurista universo musicale di Brian Eno:

Wire Shock - di Brian Eno (clicca sul collegamento per ascoltare il brano su youtube)

 

I ragazzi del Quadrifoglio

Cultura

Cronache Ribelli

http://www.unafavolaalcontrario.it/post/cronache-ribelli

Oggi abbiamo cominciato a leggere alcune prime pagine dell'almanacco Cronache Ribelli (pagina su Facebook).

I singoli e le moltitudini raccontati tra le pagine di questo almanacco non sono attori della Grande Storia. Nessun re, capo di stato o generale, ma uomini comuni e straordinari. Comuni perché nella perenne trincea della Storia hanno visto il campo di battaglia tra i reticolati del filo spinato e non dalle retrovie. Straordinari perché disertori della guerra che cercavano di imporgli e protagonisti dell’unico conflitto che vale la pena combattere: quello per l’emancipazione collettiva.

Le storie di Ruby Bridges (11 ottobre), George Stinney Jr. (10 ottobre) e Peter Norman (30 settembre). Da ultima - ma non per importanza - quella di Oreste Fernando Nannetti, internato nel manicomio di Volterra (13 maggio, in foto).

Ne siamo rimasti profondamente colpiti e entusiasti. Sia per l'efficacia con cui si presenta questo progetto culturale con le sue finalità, sia per la semplicità di lettura e di approccio (una pagina al giorno per una storia al giorno, con la possibilità di dibattere insieme di quanto si è appena letto), sia soprattutto per la possibilità - offerta a chiunque - di immedesimarsi con naturalezza nel vissuto di quelle donne e quegli uomini "comuni ma straordinari".

Quando il testo, tra le sue righe, ci ha proposto il superamento di ogni categoria ed etichetta socialmente imposta, inclusa quella del "pazzo" e del "malato", di superare le costrizioni a una condizione di "marginalità" e di "discriminazione" sociale, ci siamo sentiti noi stessi come i protagonisti di quelle pagine.

Con l'occasione, abbiamo deciso di metterci in contatto con gli autori, per invitarli come ospiti della nostra comunità per potersi confrontare insieme su questo importante lavoro.

 

 

“Ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi... Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire. Finché c’è vita, c’è speranza”

 

 

Stephen William Hawking, nato a Oxford l’8 gennaio 1942, è stato un cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più influenti e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull'origine dell'universo. Il padre Frank era uno scienziato, laureatosi in medicina a Oxford, mentre la madre Isobel Walker studiò, sempre ad Oxford, filosofia, politica ed economia. Il quoziente d'intelligenza di Hawking, secondo i test standard, è 160 o 165, pressappoco lo stesso che molti biografi indicano come il QI di Albert Einstein o Isaac Newton. Tra Stephen Hawking e i libri di scuola non è stato subito amore a prima vista. All'età di 9 anni i suoi voti erano tra i peggiori della classe; tuttavia si narra che il piccolo Stevie coltivasse un particolare interesse per radio, orologi e tutto ciò che potesse essere smontato per studiarne il funzionamento. Ecco perché, nonostante pagelle non eccelse, insegnanti e compagni gli avevano affibbiato con fiuto profetico il nomignolo di "Einstein". All'età di tredici anni fu colpito da una serie di febbri ghiandolari, che a parere dei medici rappresentavano solo scompensi dovuti alla crescita.

Sviluppò una genuina passione per la matematica, passione osteggiata dal padre che lo voleva dottore; tuttavia, poiché a quell'epoca l'Università di Oxford non aveva tra le sue offerte formative la facoltà di matematica, Stephen si vide costretto a ripiegare sulla fisica, laureandosi poi alla facoltà di Scienze naturali. Dopo la sua laurea in Scienze naturali, continuò i suoi studi presso l’Università di Cambridge, approfondendo la cosmologia.

Poco dopo che Hawking arrivò a Cambridge nel 1963, le crescenti difficoltà a usare le mani e alcune cadute lo spinsero a sottoporsi ad accertamenti medici. Gli fu diagnosticata una malattia degenerativa dei motoneuroni (i motoneuroni sono dei neuroni che trasportano il segnale per controllare i muscoli e il loro movimento), che compromette la funzione di governo della contrazione muscolare: in particolare si pensò allora alla sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Hawking cominciò a usare un bastone e in seguito la sedia a rotelle. Nonostante la depressione seguita alla diagnosi, che ufficialmente gli lasciava solo due anni di vita, egli proseguì gli studi e, successivamente, sposò Jane Wilde, la sua prima moglie, che gli farà da infermiera e dalla quale avrà tre figli: Robert (1967), Lucy (1970) e Tim (1979).

 

 

 

La malattia che ha colpito Hawking ebbe però un decorso inusualmente lungo e lento per le caratteristiche della malattia stessa, dato che perse completamente i movimenti e la parola dopo più di vent'anni, mentre con la SLA ciò dovrebbe avvenire entro 5-10 anni e con una bassa aspettativa di vita; inoltre, oltre ai movimenti oculari, che permangono di solito anche nella SLA conclamata, ha conservato anche alcuni movimenti facciali e, fino agli anni '90, anche alcuni movimenti minimi delle mani, che nei casi di SLA sono perduti in molto meno tempo. Oltre a ciò durante il sonno e in momenti di bisogno, ha conservato la respirazione autonoma. Alcuni esperti, così come lo stesso Hawking, sostengono che la sua malattia possa essere una forma particolare e atipica di SLA.

Nel 1985 Hawking fu colpito da una seria polmonite e fu sottoposto a una tracheotomia permanente con la perdita della funzione vocale. Hawking ha rivelato che, mentre era in coma farmacologico, i medici avrebbero voluto staccarlo dalle macchine, ma fu la moglie Jane a opporsi. Un tecnico di Cambridge, l'ingegnere informatico David Mason, in questi anni costruì per lui un sintetizzatore vocale, che trasforma in suono ciò che Hawking scrive su un apposito computer. Dalla seconda metà degli anni 2000, a causa della debolezza dovuta all'invecchiamento ha perso i movimenti impercettibili alle dita che gli permettevano di muovere autonomamente la sedia a rotelle elettrica e scrivere sulla tastiera. E’ stato quindi messo a punto per lui un sistema di riconoscimento facciale, che trasforma in parole i movimenti minimi della bocca, della guancia destra e delle sopracciglia, collegato al computer tramite infrarossi sugli occhiali; questo software, perfezionato nel 2011, è in grado di leggere anche i movimenti oculari per comporre parole e frasi.

Nel periodo che va dal 1965 al 1970 elaborò alcune teorie che spiegano l'evoluzione dell'universo attraverso il big bang. Nel 1970 proseguì gli studi sui buchi neri e si occupò anche di divulgazione, con la stesura del suo capolavoro e best seller “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”, pubblicato nel 1988. Nel 1979 fu nominato titolare della cattedra di matematica a Cambridge. Il 30 settembre 2009 lasciò la cattedra di matematica, rimanendo direttore del Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica.

 

 

Alla fine del 1990, Hawking iniziò una relazione sentimentale con Elaine Mason, sua infermiera personale e se ne andò di casa nel febbraio 1991. Dopo il suo divorzio da Jane nel 1995, Hawking sposò Elaine Mason nel mese di settembre. Nel 2006, Hawking e Elaine Mason divorziarono e Hawking riprese stabilmente i rapporti con Jane, i suoi figli e i suoi nipoti.

I principali campi di ricerca di Hawking sono la teoria cosmologica e la gravità quantistica. Per quanto riguarda la meccanica quantistica, egli ha sostenuto l'interpretazione a molti mondi. L'interpretazione a molti mondi introduce l'idea che una misurazione o una osservazione abbia come conseguenza la divisione della nostra realtà in molti mondi, in cui diversi risultati sono possibili. Dagli anni 2000 si è avvicinato anche alla teoria delle stringhe. In fisica teorica la teoria delle stringhe è una teoria, ancora in fase di sviluppo, che tenta di conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale e che si spera pertanto possa costituire una teoria del tutto.

Nel 2014 è uscito il film "La teoria del tutto" (The Theory of Everything), diretto da James Marsh, dove Hawking è interpretato da Eddie Redmayne, che per questa interpretazione vince il premio Oscar al miglior attore protagonista.

Hawking è impegnato anche per i diritti dei disabili, soprattutto quelli nella sua stessa situazione, e ha affermato il diritto all'eutanasia e al suicidio assistito. Nel 2012 ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Paraolimpiadi di Londra, mentre nel 2014 ha aderito alla campagna dell'Ice Bucket Challenge, una campagna virale lanciata dalla ALS Association (Associazione statunitense contro la SLA) con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sclerosi laterale amiotrofica e di stimolare le donazioni per la ricerca. Il fenomeno si è diffuso in modo virale sui social media nel 2014. Una persona nominata viene filmata mentre si versa o gli viene versato un secchio d'acqua sulla testa. Il "docciato", subito dopo invita, nominandole, altre persone per fare lo stesso. I partecipanti designati hanno 24 ore per rispondere alla nomination e fare una donazione alle Associazioni di malati di SLA e loro familiari per sostenere la ricerca. Nel caso di Hawking sono stati i suoi figli e nipoti a farsi rovesciare il secchio di acqua ghiacciata sulla testa, in quanto Hawking poteva rischiare una ricaduta della polmonite, che l'aveva colpito nel 2013.

Più volte ha affermato la necessità per l'umanità di poter creare colonie spaziali e ha manifestato le sue inquietudini sulla possibilità che l'uomo possa autodistruggersi tramite la distruzione dell'ambiente, la diffusione di virus geneticamente modificati, la costruzione di un'intelligenza artificiale che possa "ribellarsi" all'essere umano, o una guerra nucleare.

Stephen Hawking ha sostenuto che esiste quasi sicuramente qualche forma di vita intelligente extraterrestre nell'universo, data la sua immensità, ma che l'uomo farebbe meglio a non cercare un contatto diretto, poiché, se questi esseri fossero ostili e riuscissero ad arrivare fino a noi, significherebbe che sono in possesso di una tecnologia così avanzata da distruggere, se lo volessero, la Terra e l'umanità in poco tempo.

 

Il film “La Teoria del Tutto”

 

 

"La teoria del tutto" ("The Theory of Everything") è un film biografico del 2014, prodotto nel Regno Unito e diretto da James Marsh e interpretato da Eddie Redmayne, nei panni del giovane Stephen Hawking, celebre fisico, astrofisico e cosmologo. Per la sua interpretazione Redmayne si è aggiudicato il Premio Oscar al miglior attore.

La pellicola è l'adattamento cinematografico della biografia Verso l'infinito (Travelling to Infinity: My Life With Stephen), scritta da Jane Wilde Hawking, ex-moglie del fisico, pubblicata anche in Italia. La produttrice Lisa Bruce, insieme allo sceneggiatore Anthony McCarten, hanno passato tre anni a convincere Jane Wilde Hawking ad accettare la possibilità di fare un film tratto dal suo libro biografico. Il nome del film prende spunto da una delle teorie più studiate da Stephen Hawking, la teoria del tutto appunto, che ha lo scopo di spiegare in modo unificato il funzionamento e l’origine dell’universo.

È il 1963, quando il giovane Stephen Hawking sta studiando cosmologia all'Università di Cambridge, cercando di trovare un'equazione unificatrice per spiegare la nascita dell'universo e come esso sarebbe stato all'alba dei tempi. A una festa universitaria conosce la studentessa di lettere Jane Wilde.

La loro storia d'amore viene ostacolata però dalla comparsa della malattia degenerativa di Stephen, l'atrofia muscolare progressiva. Anche gli studi di Hawking vengono compromessi a causa delle difficoltà quotidiane a cui è sottoposto: camminare, scrivere e infine parlare diventano ostacoli per il giovane cosmologo. Un iniziale rifiuto della malattia viene in seguito superato dalla determinazione di Jane di rimanere al fianco di Stephen, amandolo e facendosi carico della sua salute. Stephen riesce a laurearsi e a diventare professore a Cambridge.

 

 

Dopo il matrimonio le condizioni di salute di Stephen peggiorano e comincia ad utilizzare la sedia a rotelle manuale prima ed elettrica dopo, ciononostante la moglie continua ad essergli vicino e avranno tre figli. Il suo corpo è sempre più debilitato dalla malattia, ma la sua mente è sempre molto lucida e geniale.

Jane sente sempre di più il peso della vita familiare e trova conforto negli incontri settimanali con il coro della chiesa, dove conosce Jonathan, un giovane vedovo insegnante di musica, che piano piano si inserisce nella famiglia Hawking.

A un certo punto Stephen perde anche la facoltà della parola e inizia a comunicare tramite un computer con l’aiuto di Elaine, un’infermiera che lo assisterà e gli starà vicino.

Dopo aver lasciato la prima moglie, continua sempre i suoi studi e viene premiato ed elogiato per le sue teorie. Rimarrà celebre una sua frase durante un incontro con il pubblico: "Ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi... Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire. Finché c'è vita, c'è speranza".

 

 

 

I ragazzi del Quadrifoglio